fra le rovine a Samo
Oggi che il mare dà tregua e le cosche trionfano, è come se fosse saltata l'ultima diga di contenimento alla permanenza in quota, e così la Calabria smotta come una fiumara e si fa imprigionare da un'edilizia che nessuno controlla, nemmeno la Protezione civile.
E poi, in un Paese dove perfino le alte cariche "elogiano la corruzione come male necessario ed entrano in rapporti confidenziali con i delinquenti, è difficile evitare che gli impresari edili usino ferro e cemento al di sotto del pattuito".
Alle quattro i galli cominciano a chiamarsi tra le montagne, ed è come se il chicchirichì, moltiplicandosi, svegliasse i pennuti di tutta la Calabria, lontano fino agli stretti, e poi oltre sulla cresta di Peloritani e Madonìe verso il luogo dove ha avuto inizio questo demenziale viaggio tellurico.
Una ribellione di massa contro i ricchi, che si erano accaparrati le terre demaniali e furono sterminati in poche ore con l'accusa di aver avvelenato le pubbliche fonti.
Fonte: www.repubblica.it
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